So cosa significa lavorare tanto e ritrovarsi senza soldi.
Prima di dedicarmi al Business Direct Response, ho aperto un negozio di abbigliamento.
Poi mi sono cimentato con un ristorante.
Quando il mio locale in Sardegna ha chiuso, mi sono trasferito a Torino praticamente senza soldi.
Lì sono entrato nei servizi postali, fino a lanciare un franchising.
Nel frattempo studiavo copywriting e avevo aperto un blog, Arsenale del Copy, dove pubblicavo quello che imparavo.
Lo portavo avanti mentre gestivo l’altra attività.
E succedeva una cosa curiosa.
Al blog dedicavo circa un decimo dello sforzo che mettevo nell’attività postale. Eppure quasi tutti i proventi arrivavano da lì.
Stavo dando il grosso delle mie energie all’attività che mi rendeva meno.
Capisci?
Ero sempre io. La voglia di lavorare era la stessa.
Eppure, a seconda di cosa vendevo e del mercato a cui mi rivolgevo, il mio lavoro produceva risultati completamente diversi.
Alla fine ho concentrato i miei sforzi sul copywriting.
Oggi vendo libri, formazione e servizi di marketing a persone in tutta Italia, senza dover aprire un negozio in ogni città.
Per questo insisto tanto sul tipo di attività che scegli di costruire.
Dentro quell’attività devi esserci anche tu, con un compenso che ripaghi il lavoro che fai.
Quando decidi cosa vendere, devi poter fare i conti anche con questo.
Quanto ti resta dopo aver pagato la pubblicità, i fornitori e tutte le altre spese?
Quanto lavoro devi fare per guadagnartelo?
Ora immagina di arrivare a fine mese e vedere quei conti tornare.
Hai pagato chi dovevi pagare.
Sul conto ci sono ancora i soldi per pagarti bene, lasciare una riserva e investire nelle campagne del mese successivo.
Ti fai il tuo bonifico.
Scorri i clienti: uno è a Torino, uno a Bari, un altro in una città dove non sei mai stato.
Hanno trovato la tua offerta e hanno comprato. Per raggiungerli ti sono serviti dei buoni materiali di marketing, senza una nuova sede da affittare.
Una parte del margine puoi usarla per pagare qualcuno che ti aiuti con il lavoro.
Così puoi chiudere il computer all’ora che avevi deciso e andare a cena con la tua famiglia, sapendo che le cose affidate ai tuoi collaboratori sono seguite.
Un’attività che ti paga bene e ti lascia anche il tempo di goderti quello che guadagni.
È un obiettivo per cui vale la pena lavorare. E merita di essere considerato fin da quando scegli cosa aprire.
Io ho capito quanto contasse confrontando il lavoro che mettevo nelle poste con quello che mi tornava dal blog.
Dal 19 al 23 ottobre voglio aiutarti a fare questa valutazione sul tuo futuro business.
In cinque serate ti mostriamo le cinque strade, come scegliere quella adatta a te e cosa fare nei primi 90 giorni.
Ci vediamo lunedì 19 ottobre alle 18:00, su Zoom.
Marco Lutzu